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Mole Antonelliana

Se dalla Basilica di Superga si può vedere la città Torino che si distende davanti agli occhi, dalla Mole Antonelliana si diventa parte del paesaggio della città stessa, posando i piedi direttamente nel suo centro ricco di vita, soltanto un centinaio e mezzo di metri più in alto.

Neogotico e neoclassico, acciaio e cemento si uniscono in questa immane struttura, la cui costruzione va dal 1863 al 1889, anni in cui l’altezza della struttura viene costantemente sviluppata attraverso l’aggiunta dei due colonnati sulla cima conosciuti come “Tempietto” e “Lanterna” e a completare il tutto la guglia e il Genio Alato.

Per chi visita Torino, la Mole Antonelliana è un’occasione da non perdere: l’edificio è una meraviglia strutturale, pensata per resistere al suo stesso peso e al terreno sottostante, riprende esteticamente sia elementi moderni che rimandi ai templi classici, restando tuttavia al passo coi tempi attraverso i numerosi lavori di ristrutturazione che l’hanno coinvolta fino al nuovo millennio.

Per gli amanti del cinema poi, l’interno ospita in pianta stabile il Museo Nazionale del Cinema, che ripercorre attraverso varie sezioni suddivise per genere e periodo la storia della cinematografia italiana, mostrando inoltre numerosi oggetti di ripresa e scenografia utilizzati nei set dei più grandi film mai prodotti.

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CURIOSITÀ

  • Nel maggio del 1953 la guglia della Mole si spezzò a causa dei forti venti di un nubifragio cadendo in un giardino sottostante, fortunatamente senza provocare feriti. Nel film “Le Amiche”, girato in quegli anni, è possibile vedere l’edificio senza la guglia.

TIPS

  • Ogni anno, il 4 maggio, la Mole Antonelliana si tinge di color granata in memoria della tragedia che coinvolse la squadra del Gran Torino nel 1949. Sulla cupola campeggia inoltre l’emblema del Torino, creando un effetto molto suggestivo per chiunque vi assista.
  • Nel 1906 al posto del Genio Alato, sulla punta della guglia è stata posta una stella a cinque punte, non temete però: il bellissimo Genio Alato, scambiato spesso per un angelo, è conservato all’interno dell’edificio, così da poter essere ammirato da tutti.
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