cose insolite da vedere a Milano

5 cose insolite da vedere a Milano

Fiore all’occhiello per la moda e il design in Italia, Milano, al pari di altre grandi capitali europee, è una città sempre in movimento, che ha molto da offrire dal punto di vista culturale.

Sicuramente conosci i luoghi topici della città come il Duomo con la superba Galleria Vittorio Emanuele, il Quadrilatero della Moda e i Navigli.

Oggi però vogliamo fartela scoprire in una veste inedita, raccontandoti 5 cose insolite da vedere a Milano. Pronto a meravigliarti?

Triennale di Milano

Ispirata alla favola di Pinocchio, la sezione dedicata a bambini e ragazzi della Triennale di Milano è un viaggio all’interno dell’immaginario di Collodi. Visitandola, ti troverai ad attraversare una passerella sul naso del bambino di legno più famoso del mondo, e una volta varcato l’accesso finirai dritto nel ventre della Balena, lo spazio permanente della Triennale dedicato ai più piccoli, con laboratori, mostre, rassegne video, incontri e presentazioni a misura di bambino.

Uno spazio pensato per avvicinarli al museo, e per riportare i grandi nel mondo dell’infanzia.


Santa Maria presso San Satiro

Una delle chiese più famose (e nascoste) del centro di Milano è San Satiro. Farai quasi fatica a trovarne l’ingresso, nascosta tra i negozi alla moda di via Torino.

Arriva al numero 17/19, percorri il cortile in cui si trova l’accesso, e una volta varcato il portone sii pronto a stupirti. L’illusione è perfetta e dovrai arrivare proprio vicino all’altare per scorgere che l’abside che vedi, in realtà non esiste! L’artefice di questo inganno prospettico è uno dei più grandi architetti italiani, Donato Bramante.

Ma perchè quest’opera di ingegno? La necessità fu puramente pratica, ovvero la mancanza di spazio. Bramante raccolse la sfida e modificò il primo progetto della chiesa riportandolo in scala: la finta abside misura quindi 97 centimetri invece dei 9 metri e 70 previsti nel disegno originale.

E l’architetto ebbe il merito di realizzare un meraviglioso trompe l’oeil, guadagnandosi fama imperitura come antesignano del 3D.

Un post condiviso da Walter (@walter_7.3) in data:


Case museo

Piccoli gioielli sconosciuti nel cuore della città, le case museo di Milano sono 4 residenze private che dal 2008 fanno parte del Circuito delle case museo milanesi. Il Museo Bagatti Valsecchi, la Casa Museo Boschi Di Stefano, la Villa Necchi Campiglio e il Museo Poldi Pezzoli ti accoglieranno tra le loro mura con sale decorate da collezioni e oggetti d’arte e giardini segreti in centro della città, per farti respirare i nobili e antichi fasti delle famiglie che vi hanno vissuto.

Una vera chicca, per scoprire una Milano alternativa rispetto ai classici itinerari turistici.

Case igloo

Nel quartiere Maggiolina, in via Lepanto, si trovano delle abitazioni davvero particolari, a forma di igloo: risalenti al 1946, queste case devono la paternità all’ingegnere Mario Cavallè, che importò la tecnica costruttiva dagli Stati Uniti.

La forma non è casuale: costruite con un sistema a volta che scaricava il peso sull’igloo stesso, questa soluzione permetteva la massima libertà sulla disposizione degli ambienti interni. La pianta di queste singolari abitazioni è circolare, con un diametro di circa 7.5 metri per 45-50 metri quadri di superficie interna. Gli igloo si sviluppano su due livelli: quello che si vede al piano stradale ed uno seminterrato.

Un tempo 12, ora 8, sono oggi ancora abitate da privati. Le case prendono il nome di Villaggio dei giornalisti, perchè i soci della società per cui vennero costruite erano principalmente pubblicisti, letterati e artisti.

Una curiosità: nella stessa via, fino agli anni ’60 erano presenti delle case dalla forma ancora più curiosa, a fungo, con tanto di gambo e cappella a pois, purtroppo demolite dal nipote dell’ingegnere Cavallè che le aveva realizzate.

Albergo diurno Venezia

Progettato e realizzato negli anni 20 del ‘900, l’Albergo Diurno Metropolitano, com’era conosciuto una volta,  rimaneva aperto dalle 7 alle 23 e forniva vari servizi oltre a quello di bagni pubblici (toilette e doccia): dal barbiere e parrucchiere da donna alla manicure e pedicure, dal fotografo all’agenzia di viaggi, dalla lavanderia al dattilografo; tutti i servizi, disposti in salottini decorati con mobili di pregio, mosaici, statue e fontane, erano distribuiti su 1.200 metri quadri.

Situato al piano interrato di piazza Oberdan, questo gioiello di architettura Art Déco, serviva viaggiatori, abitanti e cittadini in cerca di svago, e per la sua posizione strategica divenne il più importante d’Italia. Con lo spostamento della Stazione Centrale, negli anni ’30, la costruzione della metro di Porta Venezia negli anni ’60, e la chiusura del reparto delle terme che non aveva più ragione di esistere (negli anni ’80 ormai ogni casa possedeva un bagno privato), la struttura venne lentamente abbandonata.

Oggi, questo affascinante angolo di Milano è visitabile in occasione delle giornate di apertura FAI.

Un post condiviso da @eltavan in data:

Hai già visitato queste 5 cose insolite a Milano? Ne conosci altre?

Scopri di più: Milano

DESTINAZIONI CORRELATE

Si è verificato un errore.
Se vuoi, puoi provare nuovamente.